QUATTRO SETTECENTINE IN FORMATO ATLANTICO
Stima € 2600 - 2900
Base d'Asta € 1500
QUATTRO SETTECENTINE IN FORMATO ATLANTICO: 1) TRE VOLUMI DELL’OPERA: LE PITTURA ANTICHE D’ERCOLANO E CONTORNI INCISE CON QUALCHE SPIEGAZIONE, ed. Napoli, 1760 – 62, Nella Regia Stamperia. Tomo I, II e III ( di 5 volumi). L'opera Le pitture antiche d'Ercolano e contorni incise con qualche spiegazione è stata stampata in 5 volumi (complessivamente pubblicati tra il 1757 e il 1779). Volumi splendidamente illustrati da tavole e incisioni calcografiche. Non collazionati. Volumi in eccellenti condizioni. Il Tomo Primo contiene la prima parte delle pitture parietali rinvenute ad Ercolano e Pompei, inclusi soggetti mitologici, figure danzanti (come le celebri baccanti e centauri su fondo nero) ed elementi decorativi. All’inizio del volume si trovano inoltre: 1 Antiporta figurata, 1 Ritratto del Re dedicato a Carlo III di Borbone e 1 Mappa a doppia pagina ripiegata raffigurante il Cratere Maritimo o parte del Golfo di Napoli. Il Tomo II si concentra principalmente sulle grandi composizioni narrative di carattere mitologico e sulle rappresentazioni dei culti religiosi romani: Spiccano le celebri riproduzioni di affreschi legati ai miti di Teseo liberatore (mentre viene ringraziato dai fanciulli ateniesi dopo l'uccisione del Minotauro) e del Giudizio di Paride. Ampio spazio è dedicato al mondo di Dioniso, con raffigurazioni di Bacco e Arianna, Satiri, Sileni e Menadi danzanti. Comprende le famosissime figure di "Danzatrici" o "Centauri" stagliati su sfondi scuri (rossi o neri), elementi che influenzarono profondamente l'arredamento e lo stile Neoclassico europeo in voga alla fine del Settecento. Il TOMO III varia il registro tematico, con le rappresentazioni della vita civile, le arti sceniche e la dimensione rituale o domestica degli antichi romani. Contiene le celebri tavole dedicate alle Maschere Teatrali (tragiche e comiche) e alle scene da commedia con attori muniti di maschere e costumi tipici del teatro romano. Vengono illustrate scene di sacrifici domestici, processioni e iniziazioni rituali, spesso ambientate in contesti architettonici complessi o templari. Questo tomo include importanti testimonianze di Xenia (i doni di ospitalità, ovvero nature morte con cacciagione, frutta, pesci e vasellame) e affreschi con paesaggi idillico-sacrali, caratterizzati da tempietti, ponticelli e piccole figure umane inserite nella natura. Sono presenti tavole raffiguranti scene di amorini e ninfe psichi impegnati in varie attività artigianali o giochi dell'epoca. Entrambi i libri mantengono una struttura fissa curata dall'Accademia Ercolanese: Ritratto inciso del sovrano o del dedicatario in apertura. La Tavola Incisa: L'esatta riproduzione a specchio del frammento d'affresco estratto dalle pareti delle ville romane. La Spiegazione: Un lungo testo in italiano (con frequenti citazioni in latino e greco antico) che interpreta il mito o la scena dal punto di vista storico e filologico. Al Tomo 1 pp. (8), 279, (9) oltre le 50 tavole f. t. a piena numerate e numeri romani (I – L). al Tomo 2 pp. (14), , 349, (11) oltre a 60 tavole numerate (I – LX); al Tomo 3 pp. (4), XVII, 1 (bianca), 339, (13), oltre a 60 tavole f. t.(I – LX). Alle monumentali tavole fuori testo presenti in ciascuno dei due tomi, la Regia Stamperia arricchì entrambi i volumi con un vastissimo apparato decorativo calcografico inserito direttamente nelle pagine di testo: decine di testatine animate, capilettera istoriati e grandi finalini geometrici o figurati posti alla fine di ogni spiegazione filologica, riproduzioni in miniatura di piccoli reperti, lucerne e cammei. Legatura originali in cartone floscio decorato. Le pagine, con sporadicissime e impercettibili fioriture restano ancora fruscianti. 2) Ottavio Antonio Bayardi (1694--1764) CATALOGO DEGLI ANTICHI MONUMENTI DISSOTTERRATI DALLA DISCOPERTA CITTA’ DI ERCOLANO PER ORDINE DELLA MAESTA’ DI CARLO RE DELLE DUE SICILIE, ed. Napoli, 1755 Nella Regia Stamperia di S. M. l’opera fu commissionata direttamente da Carlo di Borbone, allora Re delle Due Sicilie (e futuro Carlo III di Spagna), per censire metodicamente i tesori archeologici che stavano riemergendo dagli scavi vesuviani Ottavio Antonio Bayardi (o Baiardi), protonotario apostolico ed erudito fu incaricato dal sovrano di comporre e sovrintendere all’opera richiesta. Vignette e incisioni ad opera di artisti dell'epoca, tra cui Camillo Paderni (disegnatore) e Antonio Piaggio. Una primissima impressione pilota (rarissima) reca la data del 1754, mentre la tiratura ufficiale e diffusa è datata 1755. Nonostante rechi la dicitura "Fine Del Primo Tomo", non vennero mai pubblicati volumi successivi con questo specifico titolo. L'opera rappresenta l'atto di nascita ufficiale della catalogazione borbonica delle antichità e costituisce il volume introduttivo/precursore della mastodontica collana Le Antichità di Ercolano Esposte pubblicata tra il 1757 e il 1792. Re Carlo impose inizialmente un rigido segreto di Stato sui reperti estratti a Ercolano e Pompei, vietando ai visitatori stranieri di fare disegni. Questo catalogo, finanziato interamente dalle casse reali, nacque con l'obiettivo di mostrare all'Europa intera la magnificenza delle scoperte borboniche, regalando copie del volume a sovrani, accademie e intellettuali del tempo, alimentando così in modo decisivo la nascita del movimento Neoclassico. Non collazionato. Legatura editoriale in cartone floscio decorato. Sporadiche fioriture ma pagine ancora fruscianti. Volumi non collazionati. Pp. [4], XXII, 447, [1].
